Falco Lanario

Falco Lanario (Falco biarmicus feldeggii)

II falco lanario si addestra facilmente, analogamente al falco pellegrino, una volta ben compresa la sua indole.

La specie nominale é il Falco biarmicus biarmicus, Temminck 1825.

La sottospecie italiana, il Falco lanario appenninico, é definita come Falco biarmicus feldeggii, Schlegel 1843. Altre sottospecie sono il Falco biarmicus biarmicus, Temminck 1825; Falco biarmicus abyssinicus, Neumann 1904; Falco biarmicus tanypterus, Schlegel 1844; Falco biarmicus erlangeri, Kleinschmidt 1901.

E’ animale di “densità” minore del pellegrino e di minor velocità, irruenza ed aggressività. Queste caratteristiche sono ad ogni modo compensate dalla maggior furbizia ed efficienza.

Le tecniche d’addestramento sono quelle utilizzate per i pellegrini e per i sacri. Viene bene al pugno ed al logoro, é molto manovriero (difficilmente un piccione riesce a scartarlo) e capace di veleggiare e di sopportare bene il digiuno.
Falco lanario

Analogamente al sacro può essere utilizzato anche per la caccia a terra, poiché é in grado di fermarsi rapidamente durante il volo. Dovendo trovare un paragone possiamo immaginarlo come un “fuoristrada”, al contrario del volo lineare, veloce e pulito del pellegrino. Tali caratteristiche sono molto buone, ma a tutt’oggi é falco poco utilizzato in falconeria, anche a causa del loro ridotto numero di animali allevati in cattività. Inoltre é sempre e comunque secondo al pellegrino per qualità di volo.

Generalmente aggancia la preda in volo, ma esprime la sua abilità anche in rimessa. E’ in grado di effettuare una picchiata di 60-70 m quando richiamato al pugno, e di posarsi su questo con eleganza. Non é nervoso e non dibatte inutilmente e dimostra una salute di ferro. Inoltre tende a non carreggiare, al contrario d’animali come il sacro. La preda viene subito uccisa una volta cattu-rata.

In conclusione il Falco biarmicus feldeggii é un buon soggetto per la falconeria e chi riesce ad addestrarlo ed utilizzarlo per la caccia, dà senz’altro prova di possedere un buon grado di conoscenza sui falchi d’alto volo.

Note sul suo status in natura

Il Lanario é attualmente specie rara e minacciata, contando nel territorio europeo all’incirca 250 coppie (Tucker, 1994). Anche per questo motivo, un allevamento di tale specie in cattività si prefigura come valido mezzo per la sua tutela in futuro, purché ne venga manenuta tutta la sua tipicità e l’eterozigosi. In futuro, tali soggetti, potrebbero essere utilizzati analogamente a quanto accaduto con il Gipeto, le cui reintroduzioni hanno avuto notevole successo.

In Italia si stima una popolazione di circa una ventina di coppie distribuita tra Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche settentrionali.

Ancora oggi si parla della falconeria come potenziale causa di declino dei lanari. Attualmente le leggi sulla detenzione di un rapace sono estremamente rigide e prevedo sanzioni penali molto ingenti. Riteniamo quindi improbabile che, ad oggi, essendo il prezzo di un lanario d’allevamento davvero contenuto, possano verificarsi di queste azioni. In ogni caso la nostra Associazione si schiera nettamente a condannare eventuali comportamenti di questo tipo, deontologicamente molto scorretti e irrispettosi del rispetto ambientale.

Forse le ragioni, invece che sempre e solo su un unico capro espiatorio, andrebbero individuate anche in altre potenziali cause di diminuzione, che vanno dalla diminuzione dell’ambiente idoneo alla nidificazione, al disturbo arrecato da scalatori e alpinisti, dalla mancata e adeguata protezione dei siti di nidificazione alla sottrazione di uova da parte di collezionisti senza scrupoli.

La situazione che porta al declino di una specie é sempre qualcosa di dinamicamente molto complesso. Le cause sono molteplici e sembre difficili da individuare. Accollare la colpa solamente alla falconeria é un atteggiamento pregiudizievole e inefficace nel risolvere il problema, poiché non si cercano le altre cause di diminuzione.

Altro fattore che potrebbe costituire una difficoltà ulteriore con il lanario, é la competizione con il Falco pellegrino, che condivide con esso siti di nidificazione e territori di caccia.

Ciò che la falconeria può fare per questa specie sta nell’allevamento e nella creazione di stocks tipici di animali che possano essere messi a disposizione di progetti per il reinserimento. A questo scopo si dovrebbe condurre ogni sforzo per mantenere ceppi puri di biarmicus feldeggi ed evitare d’effettuare incroci con sottospecie differenti di lanario.

Informazioni tratte dal “Trattato di Falconeria”, di Amedeo Arpa

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