Falco Sacro

Falco sacro (Falco cherrug)

Nelle credenze egizie, il Falco sacro rappresentava il dio Horus, figlio di Iside ed Osiride, dio falco che fu rappresentato in tombe e templi dell’antico Egitto ed é ancor oggi logo della compagnia aerea egiziana. A Edfu é presente un templio costruito in epoca tolemaica e dedicato al dio falco, il falco sacro. In tale luogo, quattro sculture in granito grigio lo rappresentano in tutta la sua imponenza.

L’uomo é sempre stato attratto da ciò che vola e che vola in modo insolito. E’ possibile che in passato gli egiziani osservassero il falco sacro che faceva lo “spirito santo”. Un comportamento simile attira decisamente l’attenzione di chi l’osserva, e l’animale che sta in cielo guardando in terra poteva essere facilmente considerato una divinità che controllava il mondo.
Falco sacro

Assieme al Girifalco é uno dei più grossi falchi d’alto volo. Le metodiche d’addestramento sono sempre analoghe a quelle definite per il pellegrino, ma il sacro é più intelligente e infingardo, di non semplice comprensione dei suoi comportamenti. Sconsigliabile ad un novizio, é invece animale per i più esperti e capaci di fulminee reazioni, nonché di rapide impostazioni di strategie strettamente dipendenti dal comportamento del falco. L’alternativa a questa mancanza di dimestichezza, é la fuga dell’animale.

Viene al logoro con facilità, ma si tratta anche d’animale propenso al carreggiamento di prede e logoro. Per questo é bene utilizzare inizialmente logori d’una certa consistenza in termini di peso. La picchiata non risulta folgorante come quella di un pellegrino, tuttavia il suo differente carico alare gli consente di poter sfruttare le correnti termiche ascensionali.

E’ inoltre animale più manovriero e opportunista del pellegrino, capace di rapidi scarti e di arresti molto repentini.

Presenta il “vizio”, se mal impostato, di “sfarfallare” sopra al falconiere in attesa del logoro. Inoltre può finire per “dare il cambio”, ovvero seguire una preda che non é quella prevista. Comportamento da evitare in ogni modo poiché difficilissimo da far abbandonare. Se lo fa una volta, lo farà sempre.

Attenzione al peso ed alla reazione. Se possiamo interpretare il comportamento di un pellegrino come segno di motivazione o meno, altrettanto non possiamo fare col sacro, che deve invece essere giornalmente pesato e controllato.

La muta é rapida ed efficace, anche se le penne sono di rapido sfrangiamento, nonostante la complessiva robustezza di remiganti e timoniere. Presenta un che di “trasandato” nel suo piumaggio e non ha l’abitudine di fare il bagno.

Particolare attenzione va posta alla dieta, all’esercizio fisico ed al controllo più che regolare degli arti inferiori, particolarmente soggetti ai bumblefoot.

Informazioni tratte dal “Trattato di Falconeria” di Amedeo Arpa

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