Sparviero

Sparviero (Accipiter nisus)

Piccolo rapace della famiglia degli accipitridi.
Simile all’astore è di dimensioni molto più ridotte, paragonabile ad un gheppio (seppur di morfologia del tutto differente).
Si tratta di un animale molto delicato, soprattutto nel caso del maschio (chiamato moschetto), facilmente soggetto a colpo apoplettico e ad altre patologie stress-dipendenti.
Sono animali nervosi, di cui sarebbe forse consigliabile l’allevamento artificiale e l’imprintamento (visto anche che nella riproduzione in cattività è difficile che la coppia riesca a terminare senza problemi l’intero ciclo riproduttivo).
Per chi non avesse molta dimestichezza con gli accipitridi è consigliabile l’inizi con una femmina piuttosto che col maschio, come abbiamo già detto, più delicato.
La manovrabilità dello sparviero e la sua velocità lo rendono adattissimo alla caccia nel bosco nei confronti di merli, tordi e altri piccoli passeriformi cacciabili. Con un buon condizionamento è possibile adattarlo sulle specie cacciabili, evitando quindi gli attacchi nei confronti di altri piccoli passeriformi.
E’ usanza presso alcuni falconieri prendere lo sparviero tra le mani, in modo da tenerlo per le ali e in modo tale che le due zampe sporgano posteriormente dalla mano. Tale metodo di lancio è definito “a razzetto” e consento il conferimento di un’elevata velocità iniziale all’animale, nonché il fatto di impartirgli una direzione verso la preda. L’animale si abitua in fretta a questa manovra e la sua attività di caccia non viene minimamente inficiata da questo uso (segno di mancanza di stress nell’animale).
Come per tutti gli accipitridi è sconsigliabile metterlo in volo qualora sussistano dubbi sulla sua condizione. Essendo animali elusivi e schivi, potrebbe risultare difficoltoso il recupero degli stessi.
Tra i falconieri, la caccia con lo sparviero rappresenta una delle ultime e vere condizioni perfette di caccia, essendo l’azione compiuta da questo uccello assai spettacolare ed entusiasmante e su selvatico vero.

E’ utile abituare molto bene questi animali alla presenza di uomini, cani e altri fattori esterni, in modo tale che non abbiano a stressarsi eccessivamente in determinate condizioni (fattore, questo dello stress, che predispone l’animale a fenomeni di maggior suscettibilità verso le patologie).
Anche questo piccolo animale va sempre fatto volare munito di radio trasmittente e di campanelli estremamente udibili.

Nota: trattandosi di un animale spesso molto nervoso, è utile porre molta attenzione alla coda dello stesso, facilmente danneggiabile dalla sua tendenza a “sbattere” e dall’abitudine di “puntellarsi” durante le operazioni di spennatura della preda e d’alimentazione. E’ quindi utile avviarsi immediatamente verso l’astore una volta che questi abbia abbattuto la preda e sollevarlo sul pugno, sostituendo la preda con una ricompensa di carne, in modo tale da poter meglio gestire la coda dello stesso.
Quando l’animale è in periodo di caccia, è utile far mangiare sempre l’animale sul pugno per evitare l’usura delle timoniere

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